CategoriaIngmar Bergman

“La prima volta che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sbarcò a Tokyo, con loro viaggiava Sergio Sablich che ne era non solo direttore artistico, visto che aveva saputo esserne una sorta di autentico padre:
creatore e animatore. Eppure alla prima prova lui non c’era. Aveva “dovuto” correre in una libreria-galleria cittadina perché leggendo un quotidiano internazionale, appena arrivato in albergo, aveva scoperto che lì veniva presentato un nuovo libro su Ingmar Bergman, uno dei punti fermi della sua vita scandita da predilezioni devastanti. Non poteva mancare. Quando ricomparve con la sua tipica espressione compiaciuta – una via di mezzo tra l’espressione gongolante del bambino che ha appena combinato una marachella (divertente e facile a perdonare) e l’uomo gioiosamente soddisfatto nell’animo – nessuno ebbe cuore di rimproverarlo. Sergio era (anche) così. “(Angelo Foletto – sistema musica -maggio 2005)

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